Pasqua a Venezia: prezzi bassi per attirare i turisti
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Sarà una Pasqua così e così, magari mediamente affollata di turisti ma con i prezzi delle camere degli alberghi sotto i tacchi. A meno di un mese dal ponte del 12 e 13 aprile le previsioni non fanno faville ma, soprattutto, sembrano destinate a restare molto basse le camere degli hotel, con ricadute sul fatturato e – a medio termine – anche sull’occupazione.
Le prenotazioni, come spiega il presidente dell’Associazione veneziana albergatori Franco Maschietto, per ora non vanno oltre il 50-60 per cento. Un dato negativamente significativo se comparato con quello che accadeva fino a un paio di anni fa, quando Pasqua veniva bruciata con sei-sette mesi di anticipo e trovare una stanza libera un mese prima in centro storico era una missione praticamente impossibile. Nel giro di un paio di stagioni la situazione è radicalmente cambiata. La crisi, l’esubero di posti letto in laguna che nel giro di pochi anni sono più che raddoppiati passando da 11 mila a 24 mila, la concorrenza sempre più temibile di altre realtà turistiche europee hanno capovolto un trend economico che sembrava intoccabile e immutabile nei secoli.
Ma il vero problema sono le tariffe degli alberghi, che oggi come oggi offrono soggiorni pasquali con prezzi inferiori del 40 per cento rispetto alla media stagionale. Quattro stelle a 200-250 euro, tre stelle tra i 100 e 120 euro, b&b al costo di una cena. Camere quasi svendute pur di riempire gli alberghi. «A questo punto non è solo una questione di numero delle presenze, ma anche e soprattutto di qualità delle presenze – spiega ancora Maschietto – mentre sarebbe auspicabile che tutti mantenessero un prezzo di dignità. E invece c’è la psicosi della crisi per cui tutti abbassano le tariffe per cercare di prendersi qualche cliente in più. Ma così facendo si innesca un meccanismo molto pericoloso. Con i prezzi troppo bassi i fatturati si riducono e, se andiamo avanti così, molte aziende saranno in difficoltà».
Il presidente dell’Ava, quindi, invita tutti i suoi associati a tenere prezzi dignitosi proprio per non svalutare il settore e, a lungo andare, mettere in ginocchio alberghi che non riescono a sopravvivere con fatturati dimezzati. «Da qualche tempo ormai i prezzi sono in caduta libera – continua Maschietto – anche perchè grazie a Internet ciascun albergatore può sapere che tariffe applica il vicino e, di conseguenza, abbassarle quel tanto che gli può servire a conquistare il cliente. Ma così facendo si entra in un gioco al ribasso che può avere conseguenze molto pesanti per tutti».
La prossima Pasqua ne è un esempio eclatante. Pur di vendere le camere, gli albergatori del centro storico (e a cascata anche quelli del Lido e della terraferma) hanno iniziato ad abbassare i prezzi arrivando a proporle con il 40 per cento di sconto rispetto alla tariffa media da altissima stagione. Se poi resteranno invendute, i prezzi scenderanno ancora.
«I colleghi delle spiagge, rispetto alle città d’arte, hanno molti meno problemi di noi – continua Maschietto – perchè la vacanza della famiglia resta comunque irrinunciabile. Lo si è visto quest’i nverno in montagna, dove è stato registrato un incremento di turisti a dispetto della crisi. Invece la vacanza nei luoghi della cultura, delle mostre e dei monumenti è un optional e Venezia, purtroppo, non fa più eccezione alla regola».
[Fonte: La Nuova di Venezia e Mestre]
