Giustizia negata per le persone con disabilita’
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Il Ponte della Costituzione, progettato dal famoso architetto Santiago Calatrava, resta inaccessibile ai disabili.
Una recente ordinanza del Tribunale di Milano ha respinto il ricorso di un cittadino disabile, l’Avv. Domenico Molinero, che, sulla base della legge che proibisce le discriminazioni a danno delle persone con disabilità,aveva chiesto che il nuovo ponte sul Canal Grande a Venezia fosse dichiarato inagibile, almeno fino a quando non fosse stata assicurata la possibilità di accedere liberamente alla sommità pianeggiante del ponte, in quanto i suoi cento gradini impedivano alla sua sedia a ruote di percorrerlo e lo discriminavano rispetto a chi non ha problemi di mobilità.
In effetti è evidente che il ponte è in netto contrasto con la normativa che impone che le nuove opere siano esenti da barriere architettoniche.
La FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), confortata in ciò dal suo ufficio legale, ritiene le argomentazioni proposte dal giudice a sostegno della sua tesi non conformi alla situazione reale e distorsive rispetto alla lettera e allo spirito della normativa vigente.
“Questa ordinanza – dichiara Pietro Vittorio Barbieri, Presidente della FISH, – è essa stessa un esempio di discriminazione, in quanto conferma la sopravvivenza di quelle barriere mentali che ostacolano una vera e compiuta inclusione sociale alla pari di quelle fisiche.”
“Considerare, come fa il giudice, la famigerata ovovia come un sistema alternativo che sana l’inaccessibilità del ponte, contrasta oltretutto con le carateristiche tecniche di tale sistema che impongono una percorrenza della durata di 15 minuti o addirittura di mezz’ora,a seconda che la cabina si trovi da una parte o dall’altra del canale.”
Va infine notato – conclude Barbieri – che questa sorta di esposizione ad una moderna, anche se tecnologica, “berlina”, lungi dal favorire “le relazioni sociali e la fruizione ambientale”, come stabilito dalla norma, isola e ghettizza il disabile e viola apertamente e sfrontatamente il principio fondamentale dell’Universal design.”
Roma, 5 ottobre 2009

Ottobre 7th, 2009 at 12:14 am
Nel rivendicare la paternità del progetto della sfera e del sistema traslante nel suo complesso che attraversa il canal grande, posso affermare che la confusione oppure le informazioni distorte arrivano ovunque, la strada da Venezia a Milano non è poi così lunga… Mi auguro che l’avvocato Molinero faccia ricorso!
Qualche anno fa, 5 per l’esattezza, quando ho presentato la mia idea al sindaco Costa, ai vari assessori, ecc. sembrava l’uovo di colombo e non era quello che sta diventando, purtroppo chi ha potere decisionale… Fa come gli pare, magari confortato dal parere di chi quell’opera non la conosce.
Questa idea si è tramutata in un progetto, un bel progetto, poi è stato in tutti i modi massacrato, da personaggi che si arrogano l’idea oppure che fanno pontificazioni sulle date e sul funzionamento di questo meccanismo che non conoscono e intanto sono passati molti anni.
La cabina è stata presentata alla stampa anni fa in una conferenza stampa dall’attuale assessore ai lavori pubblici…
Oggi viene fatta una cosa, basta vedere gli attachi presenti sul ponte, stanno ad indicare che chi sta operando non è un gran conoscitore dei materiali, se hanno dovuto fare quel pò pò di supporti per reggere una cabina in molta parte in carbonio… A questo punto, se servono quegli attacchi che sono più grossi e pesanti del ponte, che dobbiamo pensare del ponte?
Anche gli stessi organi di stampa non sono sempre stati informati a dovere, chiaro che poi diventa una cosa incomprensibile e che sicuramente si fa mal digerire.
Giovanni Parise