Gruaro: prostituzione al Paradise
Scritto Lunedì 10 Maggio 2010 da Antonia Mosca
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night club
I carabinieri del nucleo investigativo di Mestre, a seguito di una serie di raffronti protratti nel tempo, hanno posto i sigilli al night club Paradise, tre dei sei soci sono stati portati fuori le porte del locale in manette, mentre i restanti “colleghi” hanno ricevuto a casa avvisi di garanzia, poichè tutti devono rispondere per l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo sfruttamento della prostituzione.
Da diverso tempo si verificavano movimenti sospetti derivati dai clienti che in continuazione entravano ed uscivano, è stato così scoperto che il club non era destinato al ballo ed al divertimento, bensì un locale a luci rosse all’interno del quale le donne offrivano alle centinaia di ospiti che si alternavano senza sosta durante gli orari notturni.
Tutte le donne che fornivano le prestazioni sessuali erano in regola con i vari permessi di soggiorno ed inquadrate dal punto di vista contrattuale, i clienti che volevano appartarsi con le donne pagavano un extra di 100 euro, il prezzo lievitava se l’interessato voleva usare la donna come accompagnatrice al di fuori del locale.
L’indagine, coordinata dal pm veneziano Giovanni Zorzi prosegue con le difese dei legali che tuteleranno gl’interessi dei sei complici del Paradise.
foto by clickz.it

Gennaio 4th, 2011 at 9:21 pm
LA PROSTITUZIONE COME INEDITO AMMORTIZZATORE SOCIALE
Viviamo in una società intrisa di quotidiana volgarità che, sulla mercificazione del corpo femminile e del suo indotto, ha edificato il suo impero perverso. Un corpo sempre più usato come merce di scambio, e strumento di isterica soddisfazione di perversioni, morbosità e impulsi irrefrenabili.
L’impianto etico che, come una sentinella vigilava sui comportamenti umani, evitandone le degenerazioni, oggi, è stato rimosso per sempre e, con lui, il pungente disagio indotto e prodotto dal senso di colpa. Questo processo, di relativizzazione della verità, è il diabolico strattagemma attraverso il quale, il Sistema Liberista Relativista, attua il suo perverso piano di mercificazione delle debolezze umane, facendo leva sui lati peggiori dell’individuo, epurati da ogni intrusione di natura etico morale e senso di colpa. Così, la prostituzione, sdoganata, di fatto, dalla sua condizione di emarginazione, si trasforma, oggi, in lecito strumento di relazione, di commercio e di profitto, e di inedito ammortizzatore sociale.
Gianni Tirelli
Febbraio 11th, 2011 at 10:14 pm
LA SOCIETA’ COME UN CESSO
La solidarietà, è il sentimento più alto della sfera umana, senza la quale, nessun società può ritenersi tale.
La solidarietà ci rende uguali di fronte al mistero della morte, liberandoci da ogni stupido ed effimero concetto di superiorità sociale, differenza etnica e discriminazione. La solidarietà è fratellanza e bisogno; mutuo scambio, tradizioni e diversità, valori fondamentali delle grandi civiltà del passato. La solidarietà è aggregante e rigenerante. Scava nel fondo del nostro cuore per farci dono di nuove emozioni e sensazioni, dentro una dimensione ultra-terrena dove, tutti insieme, pacifichiamo le nostre ansie e paure, per affrontare, con la serenità e la consapevolezza dell’uomo ragionevole, il breve viaggio della nostra esistenza. Niente al mondo, è in grado di produrre un tale appagamento sensoriale e spirituale e sublimare le vere, ragioni della vita. La solidarietà unisce sotto la sua calda ala, tutte le speranze degli uomini, mitigando le loro debolezze e la fatica, allontanando paure e tormento e, scoraggiando gli eccessi della nostra vanità. La solidarietà anela al futuro con il suo sguardo benevolo e rassicurante e, la sua preghiera, vola alta nel cielo, fra le maestose cime della bontà di Dio, innevate della sua provvidenza e accarezzate dalla dolce brezza primaverile, della sua infinita misericordia. La solidarietà, come la bellezza, è un’estasi – un cuore infiammato e un’anima incantata – un giardino di fiori perpetui e uno sciame d’angeli eternamente in volo. Solidarietà e bellezza sono la vita, quando la vita, rivela il suo profilo benedetto.
Il cristianesimo (all’opposto del cattolicesimo), affonda le sue radici nel supremo valore della solidarietà, un sentimento, senza il quale, nessun individuo al mondo, potrebbe definirsi uomo. La solidarietà è un collante – una amalgama, spirituale che cementifica fra loro, in un unico blocco, tutti i bisogni, i sogni e le speranze dell’umanità, per guardare al domani con la necessaria serenità, uniti dalle comuni certezze.
La società che non coltiva questo sentimento, è come un grande cesso dove tutti (cittadini e rappresentanti,) assolvono ai loro bisogni fisiologici, ma nessuno tira l’acqua.
I quattro bambini di origine rom, carbonizzati nel rogo di una baracca di legno e di plastica, è solo l’ultima, di una infinita lista di tragedie, imputabili all’arroganza, alla protervia, alla supponenza, al razzismo e alla xenofobia di tutti quei personaggi, partoriti dal buco del culo di un liberismo cornuto e demente e che, oggi, tengono sotto scacco il nostro vituperato paese. Oscuri figuri avulsi da ogni significativo impulso di carità cristiana e di comprensione delle circostanze – schiavi del proprio ego, perennemente riversi alla soddisfazione di debolezze, dipendenze psicologiche e irrefrenabili perversioni. Sono i Grandi Cornuti frustrati di quest’epoca nefasta, asserviti al potere del Maligno, a fronte del quale, hanno mercificato la loro anima e il futuro delle nuove generazioni.
Nel frattempo, il Benefattore nano, da sfoggio del suo sentimento di solidarietà umana, mazzettando vere puttane a pagamento, troie da intrattenimento e servi, assoldati per lo scopo, in veste di papponi e di PR.
E Lui, il mecenate dell’amore, che avrebbe tanto desiderato dedicarsi a tempo pieno alla costruzione di ospedali per bambini bisognosi, si è dovuto accontentare di ospitare nel suo residence dell’Olgettina, un gruppo di orfanelle della scuderia di Don Lele Mora.
Intanto, la magistratura, indaga i genitori dei quattro bambini vittime del rogo, per abbandono di minori! Cornuti e mazziati! E’ lo Stato ad avere abbandonato questa gente e per tanto è colpevole di omicidio colposo e di strage.
Gianni Tirelli
Febbraio 13th, 2011 at 3:25 pm
SESSO E’ POTERE
Se l’uomo si riproducesse per scissione* (senza l’intervento dell’atto sessuale), la Chiesa di Pietro, non esisterebbe. Lo stesso, ma all’inverso, vale per il liberismo relativista che, sulla mercificazione della sessualità e del suo indotto, ha edificato il suo impero perverso. La Chiesa cattolica, investe la sua esistenza, sulla negazione dell’atto sessuale, e di tutto ciò che lo contempla, attribuendogli l’onta, di peccato mortale, punito dalla legge di Dio. L’atteggiamento radicale della Chiesa, su tale questione, trova nel sacramento della confessione, la sua redenzione. In questo modo, l’uomo cattolico, persiste nel suo comportamento “peccaminoso”, fino al giorno del perdono divino e, nella transustanziazione del pane e del vino (eucaristia), attua la comunione dei fedeli con il Redentore.
Il liberismo relativista, all’opposto, fa, della sessualità, il suo baluardo, trattandolo come bene primario e ineludibile. Le bieche forme di propaganda mediatica, che si prefiggono una vendita su larga scala, fanno di questo prodotto, il più consumato e gettonato, da grandi e piccini. Se il sesso, non fosse oggetto di speculazione morale ed economica, sia dall’uno che dall’altro fronte, Chiesa e Liberismo, farebbero la fame, o non sarebbero mai divenute: la Chiesa, riaffermerebbe così, la sua originaria entità cristiana, e finalmente, gli ultimi della terra, trovare vero conforto, vera pace e vera speranza, in un nuovo credo, autentico e liberatorio. Il Liberismo relativista, dal canto suo, riassorbirebbe la sua degenerazione etica, morale e spirituale, per trasformarsi, poi, in Stato di diritto. L’intento del cattolicesimo, è di fare leva sulla paura dell’inconoscibile e, sulla seria possibilità di un castigo eterno, nell’aldilà. Il Liberismo relativista, al contrario, agisce sulle debolezze e miserie della gente, con la promessa, di appagare ogni più subdolo desiderio; immortalità compresa.
*processo di riproduzione caratteristico degli organismi unicellulari.
Gianni Tirelli