Musei monitorati con sensori speciali.

Museo del Vetro

Museo del Vetro


Nonostante la crisi economica, che ha colpito anche il bilancio del comune di Venezia, uno dei programmi a cui i rappresentanti della città lagunare devono adempiere è il ripristino delle condizioni in cui i musei riversano da molti anni. Il tutto viene risolto con il monitoraggio delle strutture, mediante nuove forme di tecnologia che permettono di anticipare il possibile crollo di crostoni lungo le facciate degli storici palazzi, come ciò che accadde qualche anno fa a Palazzo Ducale.
Per far sì che non si verifichino situazioni imbarazzati ed in special modo pericolose per la salvaguardia del visitatore, è stato deciso di mobilitarsi per adempiere a pieno alle necessità sia legate alla sicurezza, sia alla componente prettamente estetica e strutturale dei palazzi storici d’interesse degli operatori dei beni culturali.
Attraverso un cospicuo finanziamento, pari a 490.000,00 euro, ciò potrà essere fattibile, in quanto verranno posizionati dei sensori che registreranno ogni minimo problema, presso: il Palazzo Ducale, Cà Pesaro, Cà Rezzonico e tanti altri verranno costantemente monitorati, favorendo le operazioni di ripristino immediato onde evitare il logoramento del bene e quindi un peggioramento delle strutture dei musei veneziani.

(foto by venezia.net)

Sottopassaggio tram,voragine alla stazione di Mestre: la nostra ipotesi

AHU01EKCAHM635UCAWB6GNGCAGJ4FVBCAT4FPMHCAVX5X6DCA79Z4BLCAWYJH30CA1MC8YQCA0WMPAJCAU0L9H3CA6U5EBOCAVI2ISFCAREU2YQCA0016JFCTutti i veneziani di certo si ricorderanno del 23 2009 quando, durante i lavori del per la posa del tunnel tecnologico dei sottoservizi, una si è aperta sotto il secondo binario della di . Fortunatamente non ci fu nessun ferito, i primi due binari della vennero chiusi, con dirottamento dei treni su altri binari funzionanti e immancabili disagi per i viaggiatori.
Queste furono le parole del presidente del Pmv Antonio Stifanelli “Il tunnel è formato da una quarantina di segmenti. Due di questi, tra il binario 2 e 3 hanno ceduto. Sotto il tubo c’era un vuoto che non sappiamo ancora come si sia determinato; al passaggio del treno si è sentito un crac e l’operaio che lavorava all’interno del condotto ha avvertito il colpo ed ha lanciato l’allarme. Poi c’è stato il : dall’alto del tubo è scesa acqua di falda e terriccio. In superficie, il risucchio ha formato l’avvallamento. I binari hanno tenuto ma le Ferrovie in via precauzionale hanno sospeso la circolazione dei treni sui binari 1 e 2″ e ancora “Dobbiamo capire perchè è avvenuto il . La Icop è la ditta più importante in Italia e lo scavo (di oltre 140 metri ndr) è stato realizzato perfettamente. I lavori proseguiranno per il tunnel dell’acquedotto ma va anzitutto garantita la massima sicurezza nelle lavorazioni e chiarite le cause del ”.
Questo è quanto. Ora proviamo a dare noi una spiegazione, che ci teniamo a sottolineare, non ha alcuna base scientifica. E’ solo un’. Una possibile .
Ecco i fatti, giunti a noi tramite segnalazione dei cittadini: sapete cos’è il Brenta Resta d’Aglio? No? Ve lo spieghiamo subito. Si tratta di un risalente a secoli fa (1300), che raccoglieva le acque artificialmente deviate di numerosi fiumi liberandole poi a Malcontenta, evitando cosi di farle sfociare in laguna. L’inesperienza idraulica del tentativo provocarono l’aumento della sedimentazione delle vecchie foci e un aumento della intestatura con la conseguenti allagamenti nei territori di Oriago, Gambarare, e Bottenighi. Fu tombato e sostituito da condotte fognarie nel ventesimo secolo in concomitanza con la costruzione della zona industriale di Porto Marghera.(fonte: wikipedia). Interessante, penserete. E’ storia. Ma cosa c’entra tutto questo con il ?. Bè, dovete sapere che il letto di questo passava per le attuali vie Brentavecchia, Cappuccina, Dante, Fratelli Bandiera. Proprio sotto l’attuale di . E’ presumibile dunque che gli scavi per il nuovo del siano stati fatti in corrispondenza del letto del vecchio , e che ciò abbia portato inevitabilmente alla frana.
Ripetiamo che tutto questo è solo un’ formulata con assoluta ignoranza sull’argomento. Gli esperti assicurano che la realizzazione del sistema tranviario è frutto di approfondite analisi e studi effettuati lungo il sedime di tutto il tracciato di progetto, realizzati attraverso moderne tecnologie e l’analisi storica dei siti, compreso quello del tracciato ferroviario. Per quanto riguarda la problematica del tunnel, si stanno completando le analisi e valutando, assieme a RFI stessa, le modalità di esecuzione per il ripristino funzionale.