E’ crisi: e io mi tolgo la vita

az2bknku670v9j14[1]L’anno 2009 si chiude per il Veneto con più di dieci casi di suicidio. Sono per lo più imprenditori che non riuscendo a fare fronte alla preferiscono togliersi la vita. Un  primo caso si registrò il 12 ottobre 2008, proprio all’inizio della . Un geometra di Padova si sparò un colpo di pistola al petto dopo aver passato l’intera giornata al telefono per cercare una via d’uscita per la sua azienda. Nel maggio 2009 a Treviso due suicidi in due giorni. Prima un imprenditore artigiano trovato impiccato, poi un dirigente di un’azienda trovato morto sotto un treno in una zona  poco distante dal suo ufficio. Temeva di dover licenziare dipendenti. Sempre per motivi analoghi nel mese di luglio si uccise un altro imprenditore, mentre nel settembre 2009 si registrarono 4 suicidi. Tutti per lo stesso motivo : gli affari. La sociologia, e cioè lo studio della società, materia astratta, spiega che il suicidio arriva quando non esiste più identificazione con la società, quando il soggetto si sente emarginato.

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Venezia salvata dagli sms?

venice2La città sconta la crisi globale: mancano soldi per il restauro di beni e monumenti. Dallo Stato arrivano briciole, gli sponsor scarseggiano, il Casinò è in perdita. Si spera nel contributo dei

Dire che i per tutelare i tesori artistici e culturali di fanno acqua da tutte le parti è sin troppo banale. Però è così e sapere che si tratta di una situazione cronica che riguarda l’Italia intera certo non aiuta e non consola, ma qui da tempo si cercano soluzioni alternative. I lavori pubblici messi a punto dalla Soprintendenza nella programmazione 2008-2010 ammontano a poco meno di 323 milioni di euro: 99,5 dovevano essere finanziati dalle risorse ordinarie ministeriali, invece ne sono arrivati solo 28. Il contratto con la Coca Cola non basta – anzi sono a rischio 2 milioni e 100mila euro – mentre quello con il magnate texano Sheldon Adelson (1,5 milioni di dollari in tre anni) è in scadenza. «È facile prevedere che da quella fonte non arriveranno altri quattrini» dice Cacciari, «Senza contare che il Casinò, su cui contiamo parecchio, sta perdendo. Che il turismo è in calo, che i milioni (3,6) di risarcimento dell’Ici, per mancati introiti, dopo la cancellazione dell’imposta sulla prima casa, non sono ancora arrivati. E avanti così».

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A Venezia l’avvocato si paga a rate

togheok_56685L’ordine degli di ha concluso il primo accordo in Italia con una banca per consentire ai clienti dei professionisti veneziani di pagare le parcelle a rate e a condizioni di favore.
Dopo il via libera ottenuto la scorsa estate dalla Banca d’Italia l’Ordine veneziano e banca Carige – Cassa di risparmio di Genova e Imperia – hanno formalizzato
un’intesa che consentirà ai clienti interessati di recarsi presso le filiali del gruppo dove, presentando la documentazione necessaria, accompagnata dalla e dal parere di congruità emesso dal consiglio sulla medesima, potranno accedere alla richiesta di .

«Il cliente avrà la possibilità di ottenere il della fino ad un importo massimo che adesso è di diecimila euro ma che sarà successivamente aumentato, posto che, al momento, l’istituto intende monitorare l’andamento di questo prodotto finanziario che spalma la rateizzazione in un arco di 48 mesi – spiega il presidente dell’Ordine distrettuale degli di Daniele Grasso – È il primo accordo di questo tipo che si conclude in Italia. Al momento posso solo dire che il tasso di interesse che applicherà Carige sarà vantaggioso per i nostri clienti. Non entro nel dettaglio perché ci sono altri istituti di credito che hanno già dato il via alla attività di carattere istruttorio e a breve ci comunicheranno le condizioni che intendono applicare».

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Riva degli Schiavoni: riesplode la guerra tra venditori abusivi e commercianti

2174449127_c3293cdc33Il copione è sempre lo stesso: i africani scappano dalle forze dell’ travolgendo tutto e tutti durante la fuga con i grossi borsoni colmi di merce contraffatta. A farne le spese, , passanti e spesso anziani che si trovano sulla loro strada.
Ed è successo anche ieri verso le 16 in Riva degli Schiavoni, ai danni di un gondoliere e di una turista travolti e buttati a terra dagli , che hanno anche il titolare di un banchetto intervenuto in aiuto del gondoliere: “Ho visto quell’uomo a terra – racconta l’ambulante veneziano mentre si pulisce il volto dal sangue con un fazzoletto – e mi sono precipitato a soccorrerlo. Non l’avessi mai fatto: mi sono saltati addosso e uno di loro mi ha graffiato il viso. Per fortuna dopo sono arrivati i rinforzi: me la sono vista davvero brutta”.
L’ostilità tra operatori locali a è tornata a farsi palpabile dopo un inverno relativamente calmo, anche a causa della concorrenza che in questo momento di si fa sentire, anche tra gli stessi vu’ cumprà. Quest’ultimi, nonostante i divieti e le manifestazioni dell’anno scorso, sono tornati in gran numero a a stendere i loro lenzuoli. I controlli in riva degli Schiavoni sono troppo pochi e soprattutto sono effettuati da personale in divisa che ha come unico effetto quello di far correre via ogni volta decine di omoni che non si fermano di fronte a niente e a nessuno.
«Poco prima dell’aggressione – aggiunge uno dei pittori della riva – un abusivo ha avvertito in modo pesante un gondoliere che gli aveva detto di spostarsi, minacciando di tagliargli la gola. Vogliamo andare ancora avanti con la storiella che queste persone sono miti? Noi siamo stufi di questa situazione e pretendiamo almeno che le regole vengano fatte rispettare».