Venezia si propone per le Olimpiadi del 2020.

Coni

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Per le Olimpiadi, Venezia si propone per il 2020 ed il primo cittadino Cacciari ha consegnato presso le sedi del Coni il programma completo della sua città.
La città lagunare, notevolmente addentrata sulle tematiche relative all’organizzazione per l’afflusso di turisti, per ricevere il benestare dal Comitato Olimpico Nazionale, punta il tutto per tutto sul modernizzare le Olimpiadi, ponendo al primo posto la figura degli atleti a pari livello col rendere la città quanto più efficiente possibile per il visitatore.

Uno dei punti su cui la città espone il progetto 2020 sta sui fattori: comodità nei collegamenti e l’ottimizzare la gestione e competenze dei vari settori. Altra candidatura alle Olimpiadi 2020 è quella della capitale, ma il sindaco Cacciari sottolinea anche la possibilità di condividere con Roma i futuri giochi Olimpici.
C’è solo da attendere le decisioni che verranno prese dal Coni e sperare che una delle città italiane più belle del mondo possa avere l’onore di ospitare i giochi olimpici del 2020
(foto by clubradio.it)

Mestre: il pericoloso cantiere fantasma di Via Olivolo

cantiereLavori iniziati e mai finiti. E la strada rimane dissestata, distrutta dai mezzi d’opera, una pista ciclabile piena di buche e pericoli per i ciclisti, carreggiata ristretta con inevitabili disagi. E’ questa la situazione in cui si presenta Via Olivolo, a Mestre. Dal novembre del 2008 infatti, dopo i lavori per il sottopasso della Castellana, i residenti non hanno visto più un solo operaio che risistemasse la strada. E si sono già verificati alcuni piccoli (per fortuna) incidenti, con ciclisti per percorrono la pista ciclabile come se fosse un percorso rally finendo spesso e volentieri a terra e l’allagamento della zona a causa di griglie di scarico dell’acqua alzate in previsione di una improbabile asfaltatura.
I residenti si chiedono intanto il perchè di questo ritardo e soprattutto perchè gli organi competenti non se ne interessino, sperando nel frattempo che non avvengano più incidenti e che nessuno si faccia ancora male.

Cacciari: “Sublagunare? Se hanno i soldi procedano”

imagesCinque milioni di euro. Tanto sarebbero costati studi e rilievi fatti in questi anni dal gruppo di imprese che si era candidato a realizzare la tratta di sublagunare Tessera-Arsenale. Una cifra che ora Massimo Albonetti, presidente della Camera di commercio, chiede al Comune. «Se la sublagunare non si farà», ha detto parlando a un convegno, «quei soldi li dovrà mettere Ca’ Farsetti».

«Stupidaggini», sbotta il sindaco Massimo Cacciari, «il Comune ha fatto la sua parte. Ha ribadito che quel progetto è di interesse pubblico modificando però la convenzione, che adesso non prevede più rischi per le casse comunali. Se trovano i soldi e non ci sono ostacoli di impatto ambientale vadano avanti. Ma noi non siamo vincolati a fare l’opera». Una vicenda che rischia di infiammare ancora una volta la politica veneziana. La giunta Cacciari non ha mai preso una posizione chiara nel merito della sublagunare, ma si è limitata alla «riduzione del danno». Stralciando dalla delibera la parte che prevedeva ad esempio che le perdite fossero a carico del Comune. Adesso la politica e le lobby favorevoli al tunnel spingono. E l’opposizione alla nuova grande opera cresce. Sono state raccolte oltre 12 mila firme di cittadini contrari. Italia Nostra lancia l’allarme per l’ennesimo sfregio alla città storica. Il capogruppo dei Verdi in Consiglio comunale Beppe Caccia ha scritto ieri al sindaco Cacciari chiedendo la sospensione dell’iter. E la convocazione di una riunione di maggioranza.
L’origine. Di sublagunare si parla da almeno vent’anni. Un progetto Tessera-San Marco-Lido venne bocciato nel 1990 sull’onda della protesta internazionale. Nel 2002 la giunta Costa lo aveva inserito tra quelli di interesse pubblico. Una riga aggiunta al Piano triennale degli Interventi approvata dal Consiglio comunale. E così l’iter è andato avanti, anche se nel merito il Consiglio comunale non si è mai pronunciato. Il governo l’ha inserita nella Legge Obiettivo e la giunta Cacciari non lo ferma nel nome della «continuità amministrativa».

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