A Murano è “guerra del vetro”: stop al made in china
È scoppiata la guerra del vetro a Venezia: i commercianti non ci stanno più e dicono basta alle paccottiglie, alle imitazioni del vetro di Murano, venduto come tale ma proveniente invece da Empoli, dalla Cina e da altri paesi stranieri. «Stop ai falsi “made in Murano”», dicono ora i negozianti veneziani con il marchio d’origine Ciondoli, gondole, pupazzi, mascherine, chi è stato almeno una volta a Venezia conosce la miriade di negozi e negozietti zeppi di oggettistica venduta come “made in murano”, la famosa isola degli artigiani e della tradizionale lavorazione del vetro.
Ma non tutto quello che viene spacciato come originale lo è davvero, questo lo sanno, o lo intuiscono, i turisti e ne sono ben consapevoli anche i commercianti che ora, esasperati, dicono basta alle imitazioni. La denuncia parte da un gruppo di negozianti del centro, autorizzati ad esporre il marchio ma che vogliono restare rigorosamente anonimi. Questi spiegano: «Perdiamo ore a spiegare ai turisti il valore dell’acquisto del vetro marchiato, dopodiché vediamo nei negozi di fianco vetro straniero spacciato per originale di Murano», venduto, ovviamente, a prezzi più accessibili. Insomma, nelle vetrine si vede l’oggetto esposto con la scritta “Murano” (è accaduto perfino in un negozio “tutto a un euro”), poi però i commessi applicano il bollino al momento dell’acquisto, magari su del vetro che, in verità, è stato prodotto non nell’isola ma in altre città o paesi. Quelle che notoriamente producono oggettistica simil-Murano sono le aziende empolesi o quelle cinesi.
