Venezia, sempre più ecologica.

ecolgia

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Da pochi giorni fa, le strade di Venezia vengono illuminate grazie ai rifiuti urbani.
A seguito della raccolta differenziata, rimane ancora una piccola percentuale di rifiuti non riciclabili, questa parte, viene trattata dall’impianto di Fusina e successivamente venduta alla centrale Palladio dell’Enel come combustibile da rifiuti.
La società Veritas ha da poche ore effettuato l’inaugurazione di quest’importante impianto capace di contenere 250 mila tonnellate all’anno di rifiuti, con l’annessa capacità di provvedere a ben 50 mila utenze.
Un ulteriore elemento positivo riguarda il nuovo impianto della centrale Palladio che potrà eviterà di bruciare 65 mila tonnellate di carbone, essendo così in grado di risparmiare la conseguente emissione di anidride carbonica.
L’assessore regionale Renato Chisso conferma il presupposto di trasformare i rifiuti in una risorsa altamente utile per la comunità circostante, un ulteriore spunto lo offre l’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin, il quale evidenziando la situazione in cui riversano determinate società italiane, tra cui l’emergenza rifiuti di Napoli, vuole offrire la consulenza dei tecnici di Veritas per fornire indicazioni utili al fine di risolvere quest’ardua tematica.
Foto by matteopaoletti.net

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Immettere acqua salata nel sottosuolo di Venezia.

Venezia

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L’idea non è nuova, poichè, illustri scienziati, di questa ipotesi ne parlano già da una trentina d’anni, ma con la riunione del Corila svolta dal consorzio per le ricerche sulla laguna veneziana, è nuovamente tornata alla ribalta perchè non sarà solo un’ipotesi, ma diventerà realtà.
Venezia è nota per i suoi problemi legati all’allagamento delle sue strade durante i periodi di maltempo e di alta maera, per riuscire ad ovviare a tale problema, l’idea principale è di pompare acqua salata nel sottosuolo lagunare, in questo modo si può ottenere l’innalzamento della città di ben trenta centimetri.
L’attività di ricerca è stata effettuata dai ricercatori del Cnr di Venezia in cooperazione con l’Università di Padova e l’istituto di oceanografia di Trieste.
Foto by corriere.it

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La ricerca fa passi da gigante al Telecom Italia Future Centre

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Cari amici, c’è un posto dove nonostante la crisi che ci attanaglia la ricerca continua: è il Telecom Italia Future Centre di Venezia.
Il direttore, il piemontese Roberto Saracco, dirige un team di ricercatori nel bellissimo spazio di San Salvador. Al momento sono solo dieci ma per l’anno prossimo se ne prevedono cinquanta in arrivo da tutti i paesi del mondo. Una squadra speciale quindi che studierà come saremo nel futuro. Solo per fare un esempio: sarà possibile sapere quante persone stanno percorrendo la tal strada per dirigersi a San Marco grazie alla presenza dei cellulari; ancora, potremmo sapere quante persone sono ammalate a seconda del farmaco venduto grazie al controllo dell’emissione degli scontrini; quante automobili stanno percorrendo il Ponte della Libertà e così via.
Scontato dire che tutto questo sarà possibile tramite l’utilizzo del cellulare.
Aspettiamo fiduciosi l’esito delle ricerche che speriamo contribuiscano a migliorare concretamente le nostre vite.

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