Veritas chiede rimborso alla Biennale.

Venezia

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Terminata la Biennale di Venezia, rimangono lati che nel corso della manifestazione sono stati prontamente occultati, ma nei giorni scorsi la punta dell’iceberg è venuta fuori mediante le critiche effettuate dagli abitanti che non sono abituati a vedere la propria città inondata dai rifiuti.
Le contrarietà sono state evidenziate anche dalla società che contribuisce alla pulizia della zona, rivolgendo il proprio malumore nei confronti di chi ha partecipato all’evento della biennale, ma non s’è curato di raccogliere i propri rifiuti lungo le strade della città lagunare.
Per ripulire la terrazza di fronte al Casinò ci sono voluti ben quattro operatori ed un camion che dopo qualche ora sono riusciti a rimuovere la soprcizia accumulata negli scorsi giorni.
L’azienda Veritas, che si occupa della rimozione dei rifiuti ha fatto richiesta di poter ottenere un rimborso dalla biennale per il lavoro extra che è stato effettuato nei giorni scorsi.
Foto by laroulette.net

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Galan: “Dilagante il degrado di Venezia”

Esprime cosi le proprie preoccupazioni il presidente della Regione Veneto Giancarlo Galan, preoccupazioni riguardanti il degrado che,ormai sotto gli occhi di tutti, sta dilagando a Venezia. E’ l’altro aspetto, quello negativo, che si nasconde (e neanche tanto bene) dietro all’immagine della città d’arte, della cultura e della bellezza.
Nella sua lettera aperta ai veneziani, il presidente Galan si sofferma in particolare su due problemi: pantegane e gabbiani.

”A Venezia, cioe’ tra piazzale Roma e il Lido sono tanti i veneziani che si accorgono del dilagare di varie forme sempre piu’ preoccupanti di degrado, abbandono e disservizi vari. In diversi luoghi del centro storico si sono stabilmente installate numerose colonie di pantegane in permanente attivita’ tra cassonetti delle immondizie e li’ dove si accumulano i resti dei molti ristoranti, che non sanno come difendersi da queste incredibili presenze. Pantegane a parte, che ormai formano una numerosissima popolazione lagunare, impossibile non interrogarsi sul prosperare aggressivo, famelico, veramente inquietante di gabbiani cresciuti in anni recenti spaventosamente di numero. Gabbiani che squarciano tutto e di tutto: dai sacchetti dell’immondizia abbandonati ovunque in citta’ ai colombi, da cio’ che si trova esposto su balconi e finestre a quanto costituisce il tetto di case, palazzi e chiese – stigmatizza Galan – Ci sono ore del mattino, o della sera, in cui i gabbiani prendono possesso di campi e fondamenta secondo i modi propri di una mutazione genetica volta al peggio. Insomma, migliaia e migliaia di gabbiani che sporcano e che lanciano grida e cantilene assai poco apprezzate da chi vorrebbe almeno riposare di notte”.

Conegliano: nasce l’edificio realizzato con i rifiuti

Sede%20SavnoUn edificio di 600 metri quadrati fatto interamente di rifiuti: è la nuova sede di Savno (Servizi ambientali Veneto nord orientale) inaugurata a Conegliano (Treviso) il 30 maggio scorso. La struttura, progettata secondo i più avanzati criteri della bio-architettura, è completamente ecologica ed ecocompatibile ed è costruita con rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, come l’acciaio. Tutti i materiali impiegati per la costruzione dell’edificio sono riciclati e riciclabili al 100 per cento e dotati di certificazione bio-ecologica.

Pochissima energia, inoltre, è stata consumata per la produzione dei materiali. Utilizzate, tra gli altri, anche le bottiglie in pet, riciclate dai 35 comuni trevigiani, per la produzione di fogli in poliestere utili all’isolamento termo-acustico dell’edificio. I giornali riciclati sono stati utilizzati, invece, per ricavare una fibra di cellulosa impiegata nell’isolamento dei pavimenti.
Dagli scarti delle segherie, infine, provengono i pannelli in legno-cemento destinati al tamponamento. L’attenzione all’ambiente non si ferma alla scelta dei materiali. La struttura è dotata di impianti progettati per ridurre i consumi energetici, nel rispetto dell’ambiente e con l’utilizzo di fonti rinnovabili. Per ridurre i consumi e la dispersione di calore, è stato scelto, un sistema di climatizzazione geotermica che, per produrre il 70 per cento dell’energia, utilizza l’accumulo della massa terrestre. È stato realizzato, con il compost proveniente dalla raccolta differenziata, un giardino pensile sul tetto dell’edificio, utile a trattenere l’umidità e le polveri sottili. Previsto anche un impianto per la raccolta dell’acqua piovana utilizzata per i servizi igienici e per innaffiare le piante.

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