Venezia salvata dagli sms?
La città sconta la crisi globale: mancano soldi per il restauro di beni e monumenti. Dallo Stato arrivano briciole, gli sponsor scarseggiano, il Casinò è in perdita. Si spera nel contributo dei cittadini
Dire che i fondi per tutelare i tesori artistici e culturali di Venezia fanno acqua da tutte le parti è sin troppo banale. Però è così e sapere che si tratta di una situazione cronica che riguarda l’Italia intera certo non aiuta e non consola, ma qui da tempo si cercano soluzioni alternative. I lavori pubblici messi a punto dalla Soprintendenza nella programmazione 2008-2010 ammontano a poco meno di 323 milioni di euro: 99,5 dovevano essere finanziati dalle risorse ordinarie ministeriali, invece ne sono arrivati solo 28. Il contratto con la Coca Cola non basta – anzi sono a rischio 2 milioni e 100mila euro – mentre quello con il magnate texano Sheldon Adelson (1,5 milioni di dollari in tre anni) è in scadenza. «È facile prevedere che da quella fonte non arriveranno altri quattrini» dice Cacciari, «Senza contare che il Casinò, su cui contiamo parecchio, sta perdendo. Che il turismo è in calo, che i milioni (3,6) di risarcimento dell’Ici, per mancati introiti, dopo la cancellazione dell’imposta sulla prima casa, non sono ancora arrivati. E avanti così».
