Immigrazione

Venezia: sequestri di merce contraffatta.

borse contraffatte

borse contraffatte


Il comune di ha più volte messo in evidenza la propria contrarietà ai venditori ambulanti di borse e cinture CD e tutto ciò che corrisponde all’illegalità, infatti da qualche giorno è stata messa a punto un’operazione volta alla repressione della vendita ed allestimento di negozi che mettono in vendita prodotti d’alta contraffatti.
La squadra mobile di ha scoperto un giro di prodotti illegalmente griffati che venivano venduti lungo le spiagge dagli ambulanti aficani.
La maggior parte di questi si rifornivano da una coppia di cinesi che sia nella loro casa di Mestre, sia nel magazzino possedevano centinaia di prodotti contraffatti pronti per essere inmessi nel mercato del falso, a seguito delle perquisizioni sono stati trovati ben 40.000,00 euro in contanti.
Per l’uomo, considerato uno dei princiali responsabili, secondo l’articolo 474 bis del codice penale, ha effettuato reati condotti in maniera costante, mediante l’allestimento di mezzi e attività organizzate, la donna in quanto complice è stata anch’essa indagata.

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Vetro Murano sequestrato perchè made in China.


Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza di Venezia ha messo a segno un’operazione per contrastare la riproduzione illegale di uno dei prodotti per eccellenza della città lagunare veneta, il di .
Nell’occhio del ciclone, tre società venete, tra cui due di ed una con sede a Jesolo, importavano prodotti made in China per rivenderli ai turisti come veri oggetti Doc, i quali venivano venduti con sconti fortemente competitivi, fino al 50%, il che metteva in forte difficoltà i rivenditori di merce realmente autoctona.
I responsabili dell’illecito sono stati scoperti e denunciati, a seguito di una serie d’intercettazioni ed approfondimenti relativi al caso che hanno portato a tale scoperta; gli uomini delle fiamme gialle hanno sequestrato un ingente quantitativo di prodotti ottimamente riprodotti dal lavoro di contraffazione degli asiatici.
Il lavoro delle tre società venete stava semplicemente nell’apporre su bicchieri, murrine, maschere e soprammobili, etichette Glass” al posto di “made in China”.
Foto by fiutaprezzi.com Leggi tutto »

Spiaggia di Jesolo americana multata mille euro.

ambulanti a Jesolo

ambulanti a Jesolo


Nonostante gli avvertimenti del di Jesolo ed i vari manifesti sparsi per l’intera cittadina, è accaduto che una cittadina statunitense è stata fermata con “le mani in pasta” nei pressi del faro di Jesolo, mentre acquistava da un venditore del Bangladesh un paio di occhiali da sole appartenenti ad un’importante griffe rigorosamente contraffatta al costo di 30 euro.
C’è da dire che la donna è americana di cittadinanza, ma vicentina d’adozione, in quanto risiede da più di vent’anni nella regione veneta, nel momento in cui è stata bloccata dagli organi della polizia municipale, non s’è neppure potuta appellare alla differenza linguistica, poichè parlava perfettamente italiano.
Automaticamente sono scattati i verbali e la conseguente multa di ben mille euro, poco meno di due milioni del vecchio conio, l’americana residente a Lonigo, ha ammesso di aver sbagliato a fare quell’incauto acquisto, mentre gl’immigrati, dopo poche ore sono stati rilasciati.
In questo modo il comune di Jesolo ha l’intento di portare avanti la decisione che l’intento di contrastare il traffico di prodotti pirata e garantire la vendita dei con regolare permesso.
Foto by 050news.it

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Riva degli Schiavoni: riesplode la guerra tra venditori abusivi e commercianti

2174449127_c3293cdc33Il copione è sempre lo stesso: i venditori africani scappano dalle forze dell’ordine travolgendo tutto e tutti durante la fuga con i grossi borsoni colmi di merce contraffatta. A farne le spese, , passanti e spesso anziani che si trovano sulla loro strada.
Ed è successo anche ieri verso le 16 in Riva degli Schiavoni, ai danni di un gondoliere e di una travolti e buttati a terra dagli , che hanno anche il titolare di un banchetto intervenuto in aiuto del gondoliere: “Ho visto quell’uomo a terra – racconta l’ambulante veneziano mentre si pulisce il volto dal sangue con un fazzoletto – e mi sono precipitato a soccorrerlo. Non l’avessi mai fatto: mi sono saltati addosso e uno di loro mi ha graffiato il viso. Per fortuna dopo sono arrivati i rinforzi: me la sono vista davvero brutta”.
L’ostilità tra operatori locali a è tornata a farsi palpabile dopo un inverno relativamente calmo, anche a causa della concorrenza che in questo momento di si fa sentire, anche tra gli stessi vu’ cumprà. Quest’ultimi, nonostante i divieti e le manifestazioni dell’anno scorso, sono tornati in gran numero a a stendere i loro lenzuoli. I controlli in riva degli Schiavoni sono troppo pochi e soprattutto sono effettuati da personale in divisa che ha come unico effetto quello di far correre via ogni volta decine di omoni che non si fermano di fronte a niente e a nessuno.
«Poco prima dell’aggressione – aggiunge uno dei pittori della riva – un abusivo ha avvertito in modo pesante un gondoliere che gli aveva detto di spostarsi, minacciando di tagliargli la gola. Vogliamo andare ancora avanti con la storiella che queste persone sono miti? Noi siamo stufi di questa situazione e pretendiamo almeno che le regole vengano fatte rispettare».

Il patriarca Angelo Scola partecipa all’incontro “Laicità e libertà religiosa”

Scola1

Si torna a parlare di in Italia; stavolta l’incontro si svolge a Genova e al centro della questione troviamo il di Angelo che nella giornata di giovedì 22 gennaio ha partecipato all’incontro Laicità e libertà religiosa alla presenza del presidente della CEI, cardinale Angelo Bagnasco. Secondo il non esiste un criterio astratto per dire “sì” o “no” alla costruzione di nuove sul territorio italiano ma occorre valutare ogni singolo caso nella sua specificità.
Ha aggiunto inoltre che lo Stato deve garantire sicurezza ai cittadini monitorando le e assicurandosi che quest’ultime siano dei veri e propri luoghi di culto.

Laura Montorio