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	<title>Blog Venezia &#187; Invalidi</title>
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	<description>La nostra splendida Venezia, non solo una cartolina.</description>
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		<title>Il ponte di Calatrava finisce in tribunale: &#8220;Accesso impossibile per i disabili&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Apr 2009 22:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ponte della Costituzione finisce in tribunale. Un avvocato di Milano ha presentato un ricorso contro l’apertura della mastodontica opera sul Canal Grande in quanto non accessibile ai disabili: una persona diversamente abile, giunta a Venezia nell’ottobre scorso, non avrebbe potuto superare i gradini e così ha denunciato il Comune. «Neanche l’ovovia risolverà completamente il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ruid.com/photos/show/dodo1/50967"><img src="http://www.ruid.com/photos/original/50967-wxqngyxccjykr2h138mg.jpg" alt="1222768454" /></a>Il ponte della Costituzione finisce in tribunale. Un avvocato di Milano ha presentato un ricorso contro l’apertura della mastodontica opera sul Canal Grande in quanto non accessibile ai disabili: una persona diversamente abile, giunta a Venezia nell’ottobre scorso, non avrebbe potuto superare i gradini e così ha denunciato il Comune. </p>
<p>«Neanche l’ovovia risolverà completamente il problema della fruizione della struttura &#8211; spiega Mara Rumiz, assessore ai Lavori pubblici &#8211; ma credo che l’importante sia lavorare per offrire a tutti la possibilità di superare le barriere architettoniche, rendendo accessibile il ponte. E dove progettualmente non è possibile lo si deve fare con ausili meccanici come l’ascensore laterale. Non il vaporetto, perchè non sarebbe giusto». </p>
<p>«Ho fornito tutta la documentazione all’avvocatura civica &#8211; sostiene l’ing. Salvatore Vento, responsabile unico del procedimento &#8211; sarà la magistratura a chiarire la vicenda. Non conosco l’avvocato che ha iniziato la causa, nè so da quale orientamento politico provenga. Perchè sì, la giustizia è giustizia, ma spesso argomenti come questo si prestano a strumentalizzazioni». </p>
<p><span id="more-150"></span></p>
<p>Silenzio assoluto da parte di Giulio Gidoni, avvocato del Comune, che sta raccogliendo il materiale per preparare la linea difensiva, ma anche da parte di Pino Toso, delegato del sindaco alle barriere architettoniche che nell’agosto scorso aveva rassegnato le dimissioni «non per il ponte», continua a ripetere, ma perchè a suo dire erano state licenziate dalla giunta nei mesi precedenti parecchie delibere che non rispettavano le leggi in materia di tutela della mobilità dei disabili. Certo è che le sue dimissioni erano capitate proprio poche settimane prima dell’inaugurazione del ponte di Calatrava.</p>
<p>Nel frattempo resta ancora senza esito un esposto inoltrato alla Procura della Repubblica da parte di un veneziano, padre di un ragazzo in carrozzella: anche lui chiedeva di accertare eventuali violazioni delle norme previste per la tutela dei disabili. In particolare faceva riferimento al decreto 503 del 1996 che impone che &#8220;tutte le opere pubbliche di nuova realizzazione devono essere accessibili&#8221; che &#8220;non possono essere erogati contributi o agevolazioni da parte dello Stato e di altri enti pubblici per la realizzazione di opere o servizi non conformi a tale decreto&#8221;, &#8220;il progettista è obbligato a certificare la conformità degli elaborati alle disposizioni normative&#8221; e &#8220;un’opera pubblica le cui difformità siano tali da renderne impossibile l’utilizzo da parte di soggetti disabili dev’essere considerata inagibile&#8221;. </p>
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		<title>Venezia, inchiesta: per disabili accessibile solo 2% della città</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Mar 2009 15:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo il 2% di Venezia è accessibile alle persone diversamente abili. Il dato emerge da un’inchiesta pubblicata dal periodico ‘Vita non profit magazine’ che prende spunto dalle polemiche sull’argomento riguardanti il quarto ponte sul canal Grande progettato da Santiago Calatrava. Oltre ad evidenziare che percentuale di praticabilità della città lagunare in realtà si traduce nelle aree dei terminal automobilistici e ferroviari, la rivista sottolinea che solo 20 ponti su 420 possono essere attraversati da disabili. L’inchiesta, intitolata ‘A Venezia i ponti son tutti in salita’, mette in luce che quando si è cercato di conciliare l’architettura con il dovere civico, spesso i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative. Ad esempio i servoscala per disabili applicati ai ponti, per essere utilizzati necessitano di una chiave che si trova solo in alcuni uffici, peraltro aperti a orari diversi. ‘Affermare che solo il 2% di Venezia è accessibile alle persone con disabilità è assolutamente falso’- è il commento dell’Amministrazione Comunale veneziana. ‘La vicenda del quarto ponte sul Canal Grande &#8211; dichiara il Comune &#8211; non può legittimare chiunque a cancellare gli sforzi e i risultati raggiunti dal Comune di <a href="http://www.ruid.com/photos/show/2864/33086"><img src="http://www.ruid.com/photos/original/33086-qr3pgh8mtn8zds5z58w8.jpg" alt="disabili" /></a>Venezia per rendere il centro storico della città più accessibile a tutti’. Se gli autori dell’inchiesta avessero fatto un’indagine più accurata, viene sottolineato, avrebbero scoperto che grazie al trasporto pubblico di navigazione ‘il 70% della città lagunare è fruibile dalle persone con disabilità’. ‘In un contesto unico al mondo costituito da 420 ponti e oltre 100 insule &#8211; viene rilevato – l’accessibilità non può essere determinata solo dalla possibilità di attraversare i ponti, ma anche dalla opportunità di raggiungere, grazie ai vaporetti, la maggior parte delle aree di interesse storico-culturale’.</p>
<p><span id="more-101"></span></p>
<p>FONTE: www.nonsoloabili.com</p>
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